16/11/2010

L'informazione, la politica, il popolo e l'etica.

Questa mattina, ho inviato la seguente e-mail ad un team che ha chiesto la mia collaborazione

Alla cortese attenzione ......(omissis.....).

In questo momento di particolare difficoltà esistenziale della comunità sia italiana che

 mondiale, occorre fare delle scelte più che obbligate al fine di non far disperdere le

 energie necessarie per aiutare i popoli che soffrono.

E' vero che le società, ad ogni modo, continuano il loro percorso, ma non devo

e non posso essere qualunquista, (qual non sono,certamente riferendomi alla mia persona) e

 sottacere i grandi problemi che avvolgono l'uomo o appesantirli con i colori propri dello

 spettacolo, che offuscano la visione d'insieme.

Compito preminente di indicare le scelte che le comunità possono fare, spetta, oltre

 che ai politici, che però parlano un politichese ermetico (vien da dire: chissà perchè)

anche e preminentewmente ai mezzi di informazione.

Purtroppo, necessità di cassa e di audience, al fine della sopravvivenza delle strutture di

 informazione, (stampa, radiofoniche e televisive) fan sì che queste tematiche vengano

 rappresentate in una miscellanea con la cosiddetta cultura spettacolo, che vestendo in

 questo modo (spettacolare) i problemi che ci avviluppano, ne sminuiscono l'essenza.

Tenendo ferma la presunzione che l'intento è quello di dare "una sveglia" all'uomo

dormiente, all'egoista, al qualunquista, all'opportunista, tale merito diviene evanescente

ove si consideri che a volte, motivi di stanchezza mentale e fisica, non fanno ben

comprendere i messaggi con cui tempestiamo le nostre comunità e a ben vedere ed

osservare la maggior parte degli uomini di questa società ritiene di vivere (obtorto collo)

 in un gran guazzabbuglio in cui è impossibile seguire il filo di Arianna, non raccapezzandoci
 più nulla.  

Tutto ciò non appartiene al mio Dna, alla mia etica ed al mio vivere nel contesto sociale.

Su queste basi, offro, poichè richiesto, da te e dal tuo team, la mia disponibilità a collaborare .

Un fraterno abbraccio.

A voi, viaggiatori del web soggiungo:

Il mondo occidentale in questi cento anni ha vissuto, poichè i detentori del potere ci han voluto

 far credere, e a questo costume abbiamo chi più e chi meno, dato corda, che le risorse fossero

 inesauribili, ben sapendo, nella nostra intimità, che non era vero e che la nostra opulenza

traesse origine dalle sofferenze dei più indifesi e dei più deboli.

In passato abbiamo avuto governanti di spessore che propugnavano la parità dei bilanci statali

aborrendo gli indebitamenti.

Ora abbiamo bisogno di governanti che si facciano parte attiva per un rientro del debito pubblico,

col sacro dovere di farci conoscere i sacrifici, immani, che dovremo affrontare, per guardare negli

occhi i nostri figli e non abbassare lo sguardo nel sentirci a disagio.

Perchè non son più venuti fuori quegli uomini? Per colpa nostra, dico io, ma maggiormente per

colpa di quegli uomini che hanno voluto all'inverosimile arricchirsi sulle spalle dei più deboli, con

buona pace dell'etica.

In Italia, c'è gran fermento politico, che emerge più che negli altri stati del mondo occidentale.

E allora è tempo che emergano quei leader che sappiano tenere bene in mano le redini del

governo e dicano charamente quali e quanti sacrifici dobbiamo affrontare per non lasciare ai

nostri figliun futuro che così come si appalesa è senza speranze.

La speranza è il fondamento della nostra cultura cristiana,

     U O M I N I

abbiamo il dovere di riimpossessarcene, per migliorare e migliorarci con spirito collaborativo anche

 nella condivisione dei beni.

 locurtogiovanni

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